Lisbona, l’itinerario degli azulejos

Un itinerario a “caccia” delle coloratissime e ammalianti decorazioni su piastrella che caratterizzano la capitale portoghese e i suoi dintorni

Sono il volto colorato e allegro di Lisbona. Non trasudano melanconia come le struggenti note del fado non si arrampicano per le strette vie del centro storico come il mitico tram 28, non si protendono verso il Nuovo Mondo come la celebre Torre di Belem, ma regalano alla capitale portoghese quel tocco di colore ed eleganza che la rende unica. Sono gli azulejos, piastrelle di ceramica smaltata e decorata che ricoprono numerose abitazioni e monumenti della città.

Nati proprio in Portogallo intorno al XV secolo per opera dei vasai che, per rendere più facile l’utilizzo dell’argilla, la ritagliavano in quadrati che poi venivano dipinti con colori vivaci e splendenti come l’azzurro cobalto, il verde, il marrone, il rosso e il bianco, prendono il nome dalla parola araba  al zuleiq, che significa piccola pietra levigata.

Utilizzati per secoli per abbellire edifici civili e religiosi, gli azulejos vissero un momento di decadenza nel corso del  XX secolo, quando la dittatura militare prima e a quella di Salazar poi  imposero anche nell’arte la visione nazionalista che non lasciava spazio alle “frivolezze”. Una specie di “realismo fascista” che non impedì comunque alle piastrelle colorate di abbellire le imponenti opere murarie di Avenida Infante Santo e di decorare alcune tra le più importanti stazioni della metropolitana di Lisbona. Da vedere, ancora oggi, il Bianconiglio di Alice nel Paese delle Meraviglie che indica la strada alla fermata di Cais do Sodré,  gli azulejos firmati dal famoso architetto Siza Vieira e dal pittore Ângelo de Sousa della stazione Baixa/Chiado e le decorazioni della fermata Parque, dedicate alle scoperte geografiche e agli animali immaginari.

E per conoscere la storia completa degli azulejos portoghesi e ammirarne alcuni tra i più belli ( tra i quali lo spettacolare Grande Panorama de Lisboa, lungo più di venti metri) bisogna assolutamente visitare  ilMuseo Nacional do Azulejo, situato in uno splendido palazzo storico – ovviamente adornato di colorate ceramiche – in Rua da Madre de Deus.

Passeggiando per la città si scopre di essere entrati in una specie di grande museo diffuso dedicato all’arte degli azuelejos. Ecco quindi le ceramiche seicentesche delle sale interne di Palácio de Fronteira, quelle ottocentesche del  palazzo Ferreira das Tabuletas e gli splendidi azulejos della facciata esterna della vecchia fabbrica di ceramiche Viuva Lamego. Seguendo le indicazioni della mappa interattiva di Lisbona si incontra l’imponente Igreja ( o convento) de São Vicente de Fora con gli azulejos che rappresentano alcune delle più belle fiabe dello scrittore francese Jean de La Fontaine; nelle stradine dell’antico quartiere dell’Alfama si ammirano le piastrelle che raffigurano i santi posti all’ingresso delle case per proteggerle mentre percorrendo il Chiado e il Bairro Alto si rimane estasiati di fronte alle facciate delle case riccamente decorate dagli azulejos.

Da vedere anche le decorazioni in ceramica della Igreja de São Roque, quelle delle sale delle sale interne del ristorante della Casa do Alentejo in Rua das Portas de Santo Antão e    della famosa e antica birreria Trindade, nel quartiere Chiado.

Nel quartiere Lumiar vale la pena fermarsi davanti alla  Quintas dos Azulejos, con ceramiche del XVIII e XIX secolo, anche sulla facciata, ed entrare nella non lontana Capela de São Sebastião, abbellita da decorazioni seicentesche. Il tour nella Lisbona degli azulejos può infine concludersi golosamente nell’Antiga Confeitaria de Belem dove si ammirano splendide piastrelle colorate mentre si degustano i tipici Pasteis de Belem, dolci di pasta sfoglia con un ripieno simile alla crema inglese, cotti in forno e serviti tiepidi o freddi spolverati di cannella e/o zucchero a velo.

thanks to: Giuseppe Ortolano

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