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In un hammam, quello che noi chiamiamo “bagno turco”, sto per provare il trattamento.
Dopo un iniziale momento di rilassamento un inserviente delle terme mi laverà, mistrofinerà con una spugna ruvida per rendere la mia pelle liscia e mi farà un massaggio rinvigorente.
Compare un vecchio, avrà settant’anni: smilzo e sdentato. “Con che forze mi farà il massaggio?” mi chiedo divertito.
Poi il vecchio inizia: una secchiata d’acqua in faccia e mi insapona, seconda secchiata e mi ha già risciacquato. Con movimenti forti ed energici inizia a strofinare con la spugna: piedi, gambe, schiena, petto e viso. Terza secchiata, mi posiziona pancia in su e spazzola con la spugna sempre più forte: lo scopo è quello di sfregare via la pelle morta. Alla fine del trattamento ho la pelle tutta rossa, ma liscia come quella di un neonato.

Fes
Quarta secchiata, pancia in giù. Mi sale sopra, prende le braccia e le tira verso di sé. Con la sapienza dell’esperienza tira fino a un passo dalla rottura dell’arto, e appena inizio a sentire davvero il dolore molla. Crok. Le giunture scrocchiano, i muscoli si allungano: dopo il fastidio iniziale la sensazione è incredibilmente piacevole. Ripete i movimenti anche per gambe, piedi e schiena. Conclude con due pugni a mano aperta sui nervi a lato del collo che mi fanno prima male, ma dopo un po’ di tempo mi sento benissimo. Comico, ma gli dico shukran: grazie per avermi menato.
Il vecchio sorride, mi dà due baci sulle guance e se ne va…


Fes

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